All’adolescente

L’adolescenza è una fase del ciclo di vita caratterizzata da cambiamenti importanti con cui si confronta tanto il minore quanto la sua famiglia; sono numerosi gli aspetti naturali di transizione che investono sia l’area corporea sia quella psico-emotiva e relazionale.

L’incontro-scontro con un corpo che si trasforma è spesso fonte di tensione rispetto alla percezione di sé e degli altri, da cui nascono dubbi e interrogativi su se stessi e sentimenti di insoddisfazione per rispetto alla propria immagine corporea.

A quest’età l’immagine di sé e il senso di autostima oscillano di giorno in giorno dal più forte senso di onnipotenza alla più profonda disperazione,con estrema facilità in modo assolutamente fisiologico.

all-adolescenteI ragazzi si trovano a dover affrontare il difficile compito di ridefinire la propria identità facendo i conti da un lato con il forte desiderio di essere accettati dai coetanei e dall’altra dal bisogno intenso di essere riconosciuti dai propri genitori. La difficoltà di dover ridefinire il proprio ruolo all’interno della famiglia e di dover conquistare il proprio posto nel mondo esterno è spesso fonte di conflitto.

In alcuni casi difficoltà e conflitti assumono un peso eccessivo, provocando stati di sofferenza che si protraggono troppo a lungo o che si estendono fino a invadere più aree della vita dell’adolescente. Può emergere un disagio più evidente quando i tempi di svincolo e i bisogni di autonomia psico-emotiva e relazionale dell’adolescente non coincidono con i tempi e le esigenze dei genitori che vedono ancora il loro figlio come un bambino.

In altri casi i sintomi adolescenziali protratti nel tempo ci parlano di difficoltà non risolte nelle precedenti tappe evolutive dell’infanzia e riemergenti in tale fase.

Questo periodo è particolarmente fecondo rispetto al cambiamento ed è contemporaneamente un momento critico rispetto al processo di costruzione della personalità; la modalità con cui ci si confronta con le difficoltà e il loro superamento o al contrario il loro amplificarsi, possono compromettere un adeguato sviluppo della persona.

Pensare di farsi aiutare da qualcuno in adolescenza è particolarmente faticoso a livello emotivo. Si è impegnati in una lotta per mettere alla prova e affermare la propria indipendenza di fronte agli altri e a se stessi, nella necessità di prendere le distanze in qualche modo dai propri genitori, e in generale dai “grandi”, per potersi differenziare e svincolare da loro.

L’ambivalenza (cioè desiderare e il non desiderare al tempo stesso) nel chiedere aiuto e nel mostrare la propria fragilità e il proprio stato di bisogno nei confronti di una persona adulta è quindi particolarmente comprensibile in questa fase della vita.

Il ruolo della famiglia nel cogliere i disagi del minore e aiutarlo nella formulazione di una richiesta di aiuto diventa significativo e di estrema importanza, così come l’accompagnarlo in un processo di trasformazione evolutiva. È infatti necessario spesso affiancare ad uno spazio individuale di rielaborazione per il ragazzo, un percorso di sostegno per i genitori o uno spazio di terapia familiare in cui potersi confrontare e “ ri-incontrare“ tra generazioni diverse.

  • crisi rispetto alla propria identità (chi sono?, cosa sento? Cosa penso? non mi riconosco);
  • crisi rispetto al proprio progetto di vita (cosa voglio?);
  • stati di isolamento (mi sento chiuso in me stesso, non ho voglia di uscire di casa né di vedere persone)
  • disagio nelle relazioni con i coetanei (sono timido, mi arrabbio con tutti, non sono importante per nessuno; non vengo ascoltato da nessuno, non riesco a farmi degli amici, non sto più bene con gli amici di sempre);
  • difficoltà affettive (sono stato lasciato, nessuna mi vuole, sono spaventato dal sesso);
  • difficoltà rispetto al proprio corpo (non mi piaccio,non mi accetto, mi sento grasso e pieno di difetti);
  • dubbi sulla propria identità sessuale (non so se sono attratto dalle ragazze o dai ragazzi);
  • tensioni con i genitori (non mi capiscono, invadono i miei spazi non sanno quello di cui ho bisogno, mi trattano come un bambino, non mi lasciano crescere, non li sopporto più, );
  • problemi a scuola (non mi importa nulla della scuola e non la ritengo importante, non mi piace quello che faccio, non mi ritengo all’altezza, non riesco a stare concentrato);
  • angosce e paure (ho il terrore di stare da solo, mi blocco, temo i giudizi e gli sguardi);
  • ossessioni (devo continuamente controllare i miei pensieri, le mie azioni e i miei comportamenti);
  • pensieri autodistruttivi ( penso e ho paura di potermi fare del male);
  • gesti autodistruttivi ( mi ferisco, non mangio, vomito di proposito, sono spericolato, mi drogo, bevo);
  • somatizzazioni (mi fa male la testa, mi fa male lo stomaco, mi viene da vomitale, mi sento soffocare, ho un nodo alla gola )
  • rabbia (sono pieno di rabbia, perdo spesso il controllo, odio tutti, mi sento inrequieto);
  • dipendenze (non posso stare senza internet, cellulare, alcool o droghe).